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giovedì 16 aprile 2020

Il Wrestling è Finto? Ronda Rousey Ripropone la Questione

Il Wrestling è Finto? Ronda Rousey Ripropone la Questione
A seguito di un'intervista rilasciata da Ronda Rousey, durante la partecipazione al Wild Ride podcast, torna di moda l'annosa domanda: il wrestling è finto?


  1. La questione Ronda Rousey
  2. Il Wrestling è Finto!
  3. Il Wrestling è Predeterminato, non Finto!
  4. Spettacolo a Tutti i Costi vs. Realismo

La questione Ronda Rousey


L'intervista di per se non è niente di che, un'amabile chiacchierata con una "ex" membro della WWE che, in mezzo a molte altre cose, candidamente dichiara: "I love the WWE, I had such a great time. I love all the girls in the locker room. Running out there and having fake fights for fun is just the best thing. I love choreography. I love acting. I love theater. Live theater and some of the last forms of live theater."

In sostanza dice di aver molto apprezzato il tempo trascorso in WWE e di aver amato tutti gli aspetti del wrestling, compreso lo "scorrazzare qua e là combattendo per finta". Apriti cielo... Le donnine della WWE, fra un balletto su Tik Tok e l'altro, sono subito accorse su Twitter ad esprimere il proprio sdegno! La prima ad interrompere i balletti su Tik Tok è stata Lana che dichiara: "Non ho parole per l'audacità nel definire il wrestling "fake fighting!" E' finto il fatto che Paige e Tyson Kidd non possano più lottare? E' finto che Edge è stato fuori per 11 anni? Questo è uno sport di contatto, dove cose REALI accadono!"

Alexa Bliss, che proprio a seguito di un infortunio subito da Ronda Rousey è stata costretta ad uno stop di quasi un anno, lascia momentaneamente sessioni di trucco e seflie dei begli occhioni e commenta: "hm... Soto stata ferma per quasi un anno, dev'essere stato tutto finto".

Poi arriva Nia Jax con una ben poco velata minaccia in tono del tutto keyfabe: "Non vedo l'ora che Ronda torni in WWE. Anche se mi ordinassero di farla apparire bene sul ring, che è l'unico modo in cui potrebbe apparire bene contro di me, rischierò il mio posto di lavoro per entrare nella storia come colei che l'ha messa al tappeto. Testami Str***a!"

Ronda Rousey passa poi all'attacco rispondendo alle stupide argomentazioni appena citate, con un ulteriore intervento: "Chi si sente offeso dalle mie parole, non ha mai affrontato un combattimento reale. Mentre balzellate molto attentamente su un ring e fate lividi solo al debole ego di qualche wrestler, nessuno pensa a quanti VERI lottatori state insultando pretendendo di far passare il wrestling come qualcosa di reale. Certo, fare wrestling 300 giorni l'anno è estremamente duro mentalmente e fisicamente, ma avete idea di cosa accadrebbe se lottaste davvero 300 volte l'anno? Sareste morti."

Da qui si sono succeduti interventi di varie personalità del wrestling, da Booker T, che vorrebbe delle scuse da Ronda, a Mark Henry che invece la difende a spada tratta paragonando la Rousey a Kurt Angle per le rispettive carriere, passando per Jim Cornette che da sempre si batte contro chi definisce il wrestling "fake" e pretende si usi la parola predeterminato. Ma sostanzialmente non mi interessa dibattere né le parole di Ronda Rousey, né tantomeno i commenti di chi ha espresso varie opinioni. Mi interessa stabilire se il wrestling sia vero o finto e la risposta è...

Il Wrestling è Finto!


Per dare una risposta all'annoso dilemma, purtroppo dovrò banalizzare molti concetti perché la questione è altrettanto banale, quindi chiedo perdono in anticipo.

E sì, il wrestling è finto, f-i-n-t-o, FINTO! Provare a definirlo reale, francamente, a me sembra ridicolo e proprio chi si batte per definirlo tale finisce col fare un danno enorme a questo sport.

Che significa: "Vallo a dire a chi si rompe una gamba se è finto"? E' un po' come dire che a 50 anni è giusto credere a Babbo Natale perché alla fine trovi comunque il regalo sotto l'albero... Nessuno mica nega che il wrestling sia uno sport di contatto, tutt'altro. E' uno sport durissimo che compromette il fisico, ma proprio l'aspetto infortunio sta alla base della finzione, in quanto tutto è fatto per subire il minor contatto/danno fisico, se non addirittura per evitarlo completamente. Ecco il motivo per cui le telecamere spostano repentinamente le inquadrature per non farti vedere i colpi che in realtà sono solo accennati o spesso non ci sono proprio. A tal proposito, guardatevi il match di ieri notte a Dynamite fra Jon Moxley e Jake Hager e ditemi se le ginocchiate di Hager a 30 cm di distanza dallo stomaco di Moxley possano essere definite reali. O Magari provate a spiegare a qualcuno la realtà del tristemente famoso segmento dei Dark Order (qua sotto).

La storia del wrestling è fatta anche di gravi infortuni, talvolta infortuni che hanno portato alla paralisi, talvolta "solo" ad un prematuro fine carriera e, purtroppo, talvolta anche infortuni letali. Ma l'equazione infortunio = realtà non regge e non regge perché gli infortuni sono causati da errori, errori di esecuzione senza i quali il colpo non avrebbe portato all'infortunio e che quindi confermano solo la finzione piuttosto che sfatarla.

Il Wrestling è Predeterminato, non Finto!


No, il wrestling è anche predeterminato ma rimane soprattutto finto, ed è proprio la predeterminazione a decretarne la totale finzione. Fosse solo predeterminano, avremmo un booking e un creative team che stabiliscono storyline e match, poi sul ring dovrebbe però vincere il migliore e quindi le storyline durerebbero più o meno 10 minuti. Invece si decidono storyline, promo, match, vincitori e, come se non bastasse, anche cosa fare durante il match e quando. Questa a casa mia si chiama finzione, predeterminazione significa altro e chi si ostina a voler usare il termine predeterminato, è il 50enne di cui sopra che crede a Babbo Natale. E guai se il wrestling non fosse finto, perché, per come ci viene presentato, il wrestling sfida (e infrange) le leggi della fisica e della gravità e non si può spacciare per vero ciò che palesemente non lo è. E, a proposito di questo, affrontiamo il capitolo più interessate.

Spettacolo a Tutti i Costi vs. Realismo


Preso atto che il wrestling è finto, l'unica discussione che si può fare è se la ricerca dello spettacolo a tutti i costi sia da privilegiare rispetto al tentativo di rendere il tutto più reale. Mi spiego: il wrestling è divenuto famoso come sport da combattimento e tale era ritenuto fino a una trentina di anni fa, quando sostanzialmente sul ring si affrontavano grossi e bruti omaccioni intenti a mostrare la potenza dei loro corpi. E nel farlo erano del tutto credibili, tanto che nessuno si è mai chiesto se Bruno Sammartino lottasse per finta; lottava, punto. E i giornali trattavano il wrestling alla pari di ogni altro sport in cui conta il risultato.

Nel corso degli anni il wrestling si è evoluto, o involuto, fate voi. Da prove di forza e bodyslam del tutto credibili per uomini di 150 kg, siamo passati a wrestler tipo Rey Mysterio che quegli uomini li faceva volare con improbabili Headscissor o Hurricanrana (di esempi se ne potrebbero fare a centinaia). Roba che, come dicevo prima, sfida e infrange le leggi della fisica e della gravità e che, se da una parte hanno reso il wrestling più spettacolare, dall'altra lo hanno sicuramente reso "ridicolo" agli occhi dei più. Con "dei più" intendo lo spettatore casuale, quello che generalmente non si interessa del wrestling e che, per colpa della troppa spettacolarizzazione a scapito del realismo, mai se ne interesserà.

Questo è sostanzialmente il problema fondamentale del wrestling moderno, ed è anche il motivo per cui offendersi per la definizione "fake" è assurdo. Chi si offende sentendo sminuito lo sport che ama, dovrebbe invece provare a spiegare perché il wrestling è bello e cosa lo distingue da tutti gli altri sport. A chi non capisce niente di wrestling, l'offeso di turno dovrebbe porre una semplice domanda: appurato che il wrestling è finto, secondo te allora perché vince Tizio piuttosto che Caio? Quando nel vostro interlocutore vedrete quell'espressione intontita con lo sguardo perso nel vuoto, capirete di aver fatto centro. E forse lui capirà che c'è qualcosa di più di cui interessarsi che non dell'evidente finzione del wrestling.




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