sabato 14 marzo 2020

Smackdown Senza Pubblico, Special Coronavirus Review

Smackdown Senza Pubblico, Speciale Coronavirus Review
Alla fine Smackdown è andato in onda, come previsto "a porte chiuse" e quindi senza il pubblico sugli spalti del Performance Center di Orlando.


Mentre tutto negli USA pian piano chiude e TUTTI gli sport hanno ormai tirato i remi in barca a causa del coronavirus, Vince McMahon e la WWE si ostinano a mandare in onda i propri show. Quindi oggi niente "bollettino di guerra" riguardanti il COVID-19, ma neanche un review di Smackdown in senso stretto, quanto piuttosto una considerazione visiva di ciò che abbiamo visto in TV.

Quello che abbiamo visto è stato un po' fra il surreale e il patetico, con il solo Triple H (mettiamoci pure Michael Cole dai!) che, da grande professionista, è riuscito ad intrattenere il pubblico da casa. Ma in generale - e non ci voleva certo la prova provata a dircelo - il wrestling senza pubblico non rende, non rende per niente.

Lo "sconforto" inizia proprio in apertura di show, quando Bayley e Sasha Banks mostravano i medesimi atteggiamenti di tutti i giorni, nel tentativo di incitare un pubblico... che non c'è. E quelle interviste in-ring, desolanti, tristi, inappropriate, prive di ogni energia e coinvolgimento. Persino l'attacco post-match di Cesaro, Nakamura e Zayn contro Drew Gulak è sembrato privo di intensità senza la reazione dei fan, così come il promo/segmento finale con John Cena, ravvivato dalla presenza di Bray Wyatt. Poi ok, evidentemente c'era l'improvvisazione, quindi sono andati in onda 30 minuti e più del match per il titolo di coppia di Elimination Chamber, dove a meno che tu non sia un fanatico, l'unica cosa da fare era prendere e cambiare canale.

Era indispensabile questo Smackdown? Ovviamente no ma a Stamford ci sperano ancora, quindi da quel punto di vista era necessario per proseguire quella strada ormai irta di insormontabili ostacoli per WrestleMania. E all'interno dello "show" i soliti appuntamenti per il prossimo RAW, già annunciato anch'esso al Performance Center, la firma del contratto fra Roman Reigns e Goldberg di Venerdì prossimo, l'immancabile card di WrestleMania 36, tutta roba che da qui a 48 ore può non avere più senso.

Ma per un attimo facciamo finta che tutto ciò un senso ancora ce l'abbia, mi chiedo - dopo aver visto Smackdown ridotto così - come sarà possibile metter su uno show di 3 ore per il RAW di Lunedì prossimo. E non parlo neanche di probabili difficoltà per i wrestler nel raggiungere Orlando per quelle probabili ulteriori restrizioni che arriveranno nelle prossime ore. Parlo di intrattenimento puro, di qualcosa che non mi faccia cambiare canale durante quelle 3 ore. I match senza pubblico non rendono, i promo sul ring non rendono, tutto va rivisto in altra sede, magari con molti segmenti backstage, o sarà un fiasco totale. Vedremo quale sarà domani il dato relativo ai ratings: probabile che reggano, molti avranno voluto assistere più per curiosità che per altro, ma da Lunedì prossimo si rischiano dei flop colossali.

Voglio essere breve, quindi per questa volta è tutto. Permettetemi però un'ultima nota: vedere Triple H e Michael Cole a contatto, mettersi le mani in faccia... Ecco, a noi viene raccomandato di tenersi almeno ad un metro di distanza mentre quelli ancora giocano fra loro ignari di quello che li aspetta nonostante una parte del mondo lo sappia benissimo. Fa un po' tenerezza o fa un po' incoscienza, non lo so nemmeno io. Per certi versi gli auguro arrivi quanto prima il "Lockdown", non solo alla WWE, a tutti; perché proprio come i nostri aperitivi sui Navigli, tutto ciò si sarebbe potuto evitare. Quel desolante Smackdown appena concluso ha comunque avuto bisogno di decine (se non centinaia) di persone per andare in onda. E quelle persone sono tutte potenziali contagi.

STATE A CASA.


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