venerdì 27 marzo 2020

Roman Reigns Non Lotterà a WrestleMania 36, La Follia Continua

Roman Reigns Non Lotterà a WrestleMania 36, La Follia Continua
Nel giorno in cui gli USA balzano al primo posto come numero di contagi dovuti al coronavirus, il COVID-19 si insinua definitivamente nella card di WrestleMania 36 e fa di Roman Reigns la prima vittima eccellente.


Nella notte fra il 26 e 27 Marzo, la notizia che Roman Reigns non lotterà contro Goldberg irrompe sui siti di wrestling. Reigns, quantomeno a quello che si dice, non è affetto da coronavirus ma più semplicemente non vorrebbe mettere a rischio la propria salute con le difese immunitarie già precarie per la lotta contro la leucemia. E pensare che, appena poche ore prima, era uscita un'intervista in cui Reigns si diceva contento di essere in salute e poter partecipare allo show nonostante l'assenza del pubblico.

Passano pochi attimi e arriva la notizia che anche altri wrestler sarebbero stati mandati a casa a causa di qualche linea di febbre, una delle misure attualmente in vigore nella WWE per prevenire il contagio (non molto - ndr.). Il tutto a seguito della notizia di ieri che dava Dana Brooke e Rey Mysterio anch'essi in quarantena preventiva. Questo è il breve "bollettino di guerra" che stravolge ancora di più la card di questa WrestleMania maledetta, togliendo di fatto quello che avrebbe dovuto essere il Main Event di una delle due serate previste.

Quello che in tempi normali doveva essere un periodo ricco di eccitazione per tutti gli appassionati di wrestling, si sta rivelando una sconfortante settimana nella quale si cerca di tenere a galla una barca che sta inesorabilmente affondando. L'ho già detto ma vale la pena ripeterlo per l'ennesima volta. Questa WrestleMania non si doveva fare, come non si faranno gli Europei di calcio e le Olimpiadi. Andava fermata così come si sono fermati tutti i campionati di tutti gli sport del mondo, andava rimandata a tempi migliori non solo per la sicurezza degli atleti che rischiano la vita ma, soprattutto, per rispetto verso l'evento stesso, che ha un nome e una storia.

E invece no. Il wrestling targato WWE (ma anche AEW) per qualche strano motivo deve continuare, così si da vita a show settimanali deprimenti, che alla fine guardi comunque, ma che ti lasciano una sconfortante sensazione di vuoto dentro e che non è solo un vuoto dovuto alla mancanza dei fan all'interno delle arene. Vince McMahon rimane l'unico testardo figlio di puttana che, pur di andare avanti, stravolge ciò che non sembrava stravolgibile: WrestleMania in 2 serate, senza pubblico, che andrà in onda registrata e non live e con la card che cambia ogni giorno, lasciando i fan spiazzati di fronte ad un patetico tentativo di salvare il salvabile.

E sì, alla fine, in un modo o nell'altro, Vince McMahon avrà la SUA WrestleMania. E ci sarà anche qualche folle che elogerà la scelta, raccontandoci di "eroi" che nonostante tutto salgono sul ring per deliziare noi poveracci di tutto il mondo costretti alla forzata quarantena comodamente sdraiati su un divano. Chissà che poi questi non debbano essere portati in un reparto di rianimazione davanti ai veri eroi della lotta contro il coronavirus. Chissà quanti di questi eroi, a seguito del sacrificio imposto da Vince McMahon, poi torneranno a casa e infetteranno amici e parenti? Perché a me sembra piuttosto inevitabile che ci scappi il caso e in questo caso dobbiamo solo sperare per loro che sia solo un'influenza e non serva un ricovero.

E a quel punto a cosa sarà servito avere questa WrestleMania? A salvare qualche milioncino? E a che prezzo? Negli azionisti c'è agitazione, TUTTI hanno spinto affinché l'evento non si facesse o venisse spostato a giugno, perché in caso di contagio il danno di immagine sarebbe enorme ed irreparabile. A differenza degli scandali del passato, relativi prima al doping e poi al doppio omicidio/suicidio di Chris Benoit, dove la colpa era del "sistema interno", qui il colpevole sarebbe uno solo: Vince McMahon. E se da quegli scandali, seppur con difficoltà, la WWE è riuscita a riprendersi nel corso degli anni perché in fondo era una cosa che riguardava solo loro, questa volta si tratta di una pandemia globale e se un solo soggetto esterno dovesse essere coinvolto, il mondo intero avrebbe il dito puntato sulla WWE e più in generale su un wrestling incosciente.

A livello personale, tralasciando gli aspetti appena citati e quindi parlando di WrestleMania in senso stretto, mi auguro comunque un ultimo barlume di lucidità che imponga la cancellazione di uno show che è tutt'altro che "Too Big For One Night". Me lo auguro perché, come detto prima, WrestleMania ha un nome e una storia e non ho alcun interesse per questa girandola di cambiamenti ad una card già bruttoccia a cose normali. Me lo auguro perché 6-8 ore di wrestling senza pubblico è una buffonata di proporzioni immani. Me lo auguro perché, seppur dovesse andare tutto bene, dopo il 5-6 Aprile certamente tutto si fermerà a tempo indeterminato per mesi e WrestleMania non sarà servita a niente.

La WWE avrebbe dovuto fermare tutto e magari allietarci con programmi e collegamenti sui social media per tenere viva l'attenzione fino al momento della ripresa. E invece niente, per loro il coronavirus pare non esistere tanto da arrivare al punto di non parlarne pubblicamente, come se parlarne potesse rendere coscienti gli spettatori della follia che stanno perpetrando. E voglio fare il folle anch'io, perché nessuno mi toglie dalla testa che i contagi siano già in atto ma semplicemente non vogliano dircelo per non mandare tutto a puttane. Troppo spesso ci dimentichiamo di chi sia Vince McMahon, l'unico vero folle della situazione, uno che arriva al punto di vendere delle magliette con su scritto "I Wasn't There".

Vi interessa davvero sapere chi sarà l'avversario di Goldberg? Si vocifera Braun Strowman. Non so voi ma a me pare tutto così patetico...




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