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domenica 1 marzo 2020

AEW Revolution Review

AEW Revolution Review
Revolution passa agli archivi, vediamo come è andata la serata nell'analisi match by match del PPV appena conclusosi.



Nota: il review è stato scritto in tempo reale durante il PPV e con notevoli problemi al feed, quindi perdonatemi eventuali strafalcioni e orrori ortografici. Questi i match della serata, scorri l'articolo o clicca sul match per andare direttamente alla recensione:
  1. Jake Hager vs. Dustin Rhodes
  2. Darby Allin vs Sammy Guevara
  3. Kenny Omega and Adam Page (c) vs. Young Bucks
  4. Nyla Rose vs. Kris Statlander
  5. Cody vs. MJF
  6. PAC vs. Orange Cassidy
  7. Jon Moxley vs. Chris Jericho
  8. Conclusioni:

Jake Hager vs. Dustin Rhodes


Hager leggermente in sovrappeso, Dustin in forma strepitosa considerando i 50 anni di età. I due si scambiano power moves a ripetizione, pochi i momenti di pausa e quelli che ci sono, vedi il bacio di Dustin alla moglie/compagna di Hager riescono bene. Mi aspettavo il dominio da parte di Hager, invece Dustin viene "venduto" bene e a tratti dominante, per tutto il match. Alla fine Hager ci mette l'esperienza tecnica e chiude sottomettendo Rhodes con una sorta di standing arm triangle. Buonissimo il ritmo fra due big men, gran bel match per iniziare la serata.

Darby Allin vs Sammy Guevara


E' il turno degli scriccioli volanti che assieme peseranno si e no 100 kg. Neanche il tempo di fiatare e Darby si schianta a terra fallendo miserabilmente il bersaglio nel tentativo di un suicide dive attraverso le corde. Dire che gli è andata bene è poco... Il match inizia dopo un po' di lunga azione fuori dal ring con una spettacolare Senton 630 di Guevara, dal paletto e attraverso Allin e un tavolo posto a bordo ring. Perfetta (o quasi, perché cade leggermente di fianco).

Il match prosegue a suon di spot e con lo streaming (rigorosamente pirata) che salta a ripetizione. Dura stranamente solo 5 minuti e per i mie gusti è meglio così. Guevara, enormemente elogiato da dirigenza e critica, perde nuovamente. Darby Allin è roba per minorenni esaltati figli di una relazione promiscua post comicon.

Kenny Omega and Adam Page (c) vs. Young Bucks


Cinque minuti di match iniziale né carne né pesce, nei quali per almeno 3 minuti Page e Omega restano sul ring assieme infischiandosene delle regole. Omega sonnecchia per tutto il match, mentre Page appare essere quello messo più in mostra, estremamente solido nel lottato e nella maniera di proporsi. Meno spot del previsto, che non mancano, ma sono più scenici che altro. Previsti e presenti in abbondanza invece i near falls e i kick out estremi che a me fanno venire il voltastomaco, a maggior ragione quando poi il match si chiude con un... Lariat! Detto questo, è forse il primo match dove sono presenti gli Young Bucks nel quale non mi annoio, essendo per una volta non "estremi". Andamento del match molto fluido che esplode nel finale che, appunto, si chiude con un lariat dopo millemila near falls che avrebbero dato più incisività al pin vincente. 30 minuti di match rimangono comunque troppi.

Nyla Rose vs. Kris Statlander


Inguardabile, sembra una sessione scolastica di approccio al wrestling. Vergognoso che questa roba venga proposta a chi paga 50 dollari. Unica cosa vedibile la sequenza di 2 suicide dive di Kris Statlander, per il resto entrambe non riescono a rendere credibile un colpo che sia uno. Mentre scrivevo, a quanto leggo su Twitter, mi devo essere perso un botch tremendo su un superplex della Statlander. Nyla mantiene il titolo, quantomeno ci darà altri spunti per parlare di se. Sfortunatamente non di wrestling...

Cody vs. MJF


AHAHHA scrivo live e l'entrata di Cody è di un ridicolo assurdo, a cominciare dalla performance della band che mi sta distruggendo le orecchie, per finire alla pacchiana presenza di tutto lo staff di Rhodes sul ring, compreso Stephen Amell (Arrow). Cody vuol fare il Triple H de noartri e non ci riesce, la gente su Twitter lo sta letteralmente deridendo. MJF si presenta con una veste che è un incrocio fra quelle usate da Ric Flair e da The Miz, molto sobria e non stupida. L'inizio del match è un po' comedy: Cody improvvisamente esce dal ring fino a scomparire nel backstage, solo per vederlo tornare a tutt birra per sferrare una clothesline. In pratica ha solo preso una più che lunga rincorsa. Sempre Cody ci propone una maniera alternativa per interrompere le sumbission:

Non manca Brandy Rhodes che svolazza su Wordlow solo per rimanerle in braccio e regalarci belle vedute dai suoi shorts. Cody, nel tentativo di salvarla, sferra per sbaglio un calcione ad Arn Anderson. Non poteva mancare il sangue, anche se stranamente è MJF a sanguinare e non Cody, poi l'omaggio a "The American Dream" Dusty Rhodes. Cody domina, si vendica delle umiliazioni subite da MJF frustrandolo con la cintura. Un paio di CrossRhodes e sembra fatta, MJF gli sputa in faccia come dire "non mi risparmiare, finiscimi", ma nel frattempo indossa il Diamond Ring e colpisce ottenendo la vittoria. Non male come match, ma non nego di essere discretamente deluso perché mi aspettavo molto, molto di più.

PAC vs. Orange Cassidy


Se "Darby Allin è roba per minorenni esaltati figli di una relazione promiscua post comicon", Orange Cassidy è roba per i figli ancor più stupidi di quei minorenni diventati adulti. Giusto per farvi capire, qua potete vedere il punto di massima esaltazione di tutto il PPV del pubblico targato AEW:


Cassidy è un ottimo wrestler ma con un personaggio estremamente stupido. Una roba del genere la puoi proporre se sei una superstar assoluta o un comedy wrestler perenne alla Santino Marella e, soprattutto, non la puoi proporre in PPV, a maggior ragione se vuoi crescere acquistando spettatori che ti seguono da poco e non conoscono Cassidy. Il match è quello che è, Cassidy tira fuori spettacolarità ogni volta che toglie le mani dalle tasche, PAC è concreto e cattivo come sempre. Veongono coinvolti anche i Lucha Brothers senza un perché, poi PAC fortunatamente pone fine alla cosa con la brutalizer.

Jon Moxley vs. Chris Jericho


Un gruppo gospel canta "Judas" ed è già cosa buona e giusta.

L'azione parte in mezzo al pubblico e la fantastica Aubrey Edwards (l'arbitro) ha subito il suo bel da fare nel tenere a bada gli Inner Circle. Moxley "sanguina" dall'occhio bendato, Jericho domina prendendosi tutte le pause del caso ma vendendole bene. Moxley piano piano prende il controllo, ma gli Inner Circle tutte le volte riportano il match a favore di Jericho. Finalmente Aubrey Edwards si accorge dell'intervento di Jake Hager e caccia tutti via, proprio mentre dalla parte opposta entra Guevara e colpisce Moxley dritto in faccia con la cintura. Non è sufficiente per il pin, ma adesso Jericho è solo mentre il mio feed va a nobil donne per la 46a volta! Moxley alla fine rivela che in realtà l'occhio infortunato non era per niente infortunato e il fatto di vederci apparentemente è abbastaza, in quanto Moxley subito esegue la Paradigm Shift per la vittoria. Si è visto di meglio da entrambi ma fondamentalmente è quello che mi aspettavo. Forse è mancata un po' di epicità, nel senso che la vittoria di Moxley è apparsa discretamente facile, senza troppi problemi. Per il futuro dei due protagonisti ne parliamo nelle conclusioni.

Conclusioni:


Solita roba, Main Card buona mentre tutto il resto è da buttare. Il problema principale è che, roster striminzito a parte, la AEW non riesce a creare hype attorno ai propri PPV e ogni show proposto appare del tutto simile al precedente o al prossimo che verrà. Se è vero che forse in WWE esagerano troppo nel pompare i propri eventi (e poi spesso se ne rimane delusi), in AEW è vero il contrario. Forse è la mia/nostra decennale abitudine al booking targato WWE, forse però è anche vero che in AEW non fanno niente per rendere un evento più speciale di un Dynamite settimanale. Probabile che la macchina della produzione debba ancora oliare bene i propri ingranaggi, un paio di interviste però ce le potrebbero regalare.

Detto questo, ovviamente la notizia principale è la vittoria del titolo di Jon Moxley, o meglio, la sconfitta di Chris Jericho. "Le Champion" is no more e non so se sia la scelta giusta, so però che era una scelta doverosa. Jericho ha letteralmente portato sulle proprie spalle la compagnia per 6 lunghi mesi, adesso è giusto che la AEW prenda la sua strada. Non che Jericho sia finito qui, ma il nostro Chris è una sorta di bene nazionale per il wrestling, troppo facile andare avanti con lui. Adesso vedremo quello che Cody & Co. sapranno fare, se riusciranno a tenere il pubblico davanti alla TV sapendo che magari nel main event di Dynamite non c'è più "Le Champion" a catalizzare l'attenzione. La AEW è nata come rivoluzionaria: non so se è una mia sensazione o meno, ma in 6 mesi non sono riusciti a creare una star degna di essere chiamata tale e questo Revolution, con la vittoria di Moxley, si proponeva come punto di svolta. In realtà, fin qui tutto è girato sempre attorno ai soliti nomi e gli altri hanno ricevuto solo briciole.


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