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venerdì 31 gennaio 2020

Undertaker, WrestleMania 36 e La Gestione di un Leggendario Ritiro

Undertaker Sarà a WrestleMania 36? La Gestione di un Leggendario Ritiro
La notizia giunta oggi (ieri per chi mi legge) è di quelle importanti, di quelle che possono smuovere migliaia di fan da tutto il mondo: attualmente, Undertaker non è previsto nella card di WrestleMania 36.

Ad alcuni, soprattutto i più giovani, la notizia può sembrare del tutto irrilevante o quasi, del resto meglio dare spazio a talenti "in erba" che il futuro se lo devono ancora creare o che stano portando avanti il presente. Sacrosanto. Ma Undertaker a WrestleMania è una sorta di istituzione, con o senza Streak in gioco. Undertaker è WrestleMania, perché WrestleMania è la celebrazione del wrestling e Undertaker è ciò che il wrestling ha rappresentato negli ultimi 30 anni. Undertaker smuove masse e di conseguenza smuove denaro, ci sono un sacco di tifosi che basano la loro presenza a WrestleMania su quella di Undertaker: "se c'è ci vado, se non c'è, no".

Alla fine penso che ci sarà, così come probabilmente sarà a Super ShowDown il prossimo 27 Febbraio in quel di Riyadh, Arabia Saudita. Ma dobbiamo abituarci all'idea che Undertaker prima o poi metterà davvero la parola fine alla propria carriera e che non basteranno assegni a 9 zeri (ma si usano ancora gli assegni?) a fargli cambiare idea.

Oggi mi è venuto in mente un articolo che scrissi anni fa, nel quale già da tempo si parlava di un Undertaker finito e in procinto di ritiro. Lo sono andato a cercare e con sorpresa mi sono accorto che era datato 2006, ben 14 anni fa... Per chi gli volesse dare un'occhiata, l'articolo è "Si Sta Come d'Autunno Sugli Alberi Le Foglie", lettura interessante perché già allora analizzavo la gestione del suo personaggio e le differenze col wrestling del decennio precedente.

Insomma, già 14 anni fa, allora scioccamente, sui cari vecchi ed estinti forum si parlava di un Undertaker prossimo al ritiro. Oggi quel ritiro, a quasi 55 anni, per Undertaker è davvero molto vicino e la prossima volta sarà quella definitiva, senza alcuna possibilità di miracolosi ritorni alla Edge. E se accettare l'invecchiamento e il conseguente ritiro di un professionista dello sport è nella natura delle cose, francamente a me la maniera in cui vengono gestite queste situazioni nel wrestling va giù male.

Proprio perché, come spesso viene detto, il wrestling non è uno sport come gli altri fatto di pura competizione e agonismo, far chiudere la carriera in maniera repentina ad una qualsiasi figura leggendaria e non (a meno che non sia una loro scelta) lo trovo un insulto e soprattutto uno spreco. Ad un certo punto di un Messi o di un Ronaldo rimarrà solo il nome, il fisico ovviamente dirà basta e sarà più deleterio che utile per qualsiasi squadra. Ma nel wrestling c'è ben altro rispetto alla "mera" prestazione fisica e, anzi, l'altro è spesso aspetto più significativo. Come ha sottolineato Edge nel suo discorso di ritorno lunedì notte a RAW ringraziando i fan, un wrestler è una persona, un atleta e un ARTISTA. E l'aspetto artistico non va, o non dovrebbe andare, di pari passo con l'atleta ma dovrebbe essere tenuto in considerazione fin quando è possibile.

Vi siete mai chiesti cosa avrebbero potuto dare Hulk Hogan o Ric Flair come manager, figura inspiegabilmente scomparsa dal mondo del wrestling? E visto che parliamo di Undertaker, uno che probabilmente da manager oscurerebbe chiunque piuttosto che elevarlo, perché non continuare a proporlo nei segmenti anni 90 del Funeral Parlor, invece che assistere a quei penosi segmenti del Miz TV? Ma ancora meglio, metterlo a capo di una Stable dove il suo ruolo è "semplicemente" quello di fare dei promo per poi sul ring mandarci altri? Dite che oggi un Ministry of Darkness non funzionerebbe? Dite che, ad esempio, Aleister Black non ne gioverebbe nell'essere il discepolo prediletto di Undertaker?

La carriera di Undertaker come atleta, lo abbiamo visto e ne abbiamo parlato in occasione del match a Super Showdown contro Goldberg, è giunta all'inevitabile capolinea. Forse non oggi, forse non domani ma è ormai imminente. Ma per uno che ha significato così tanto nel wrestling, ho sempre sognato un qualcosa di epico per il fine carriera, un qualcosa che andasse al di là del classico retirement match strappalacrime, che poi porta dritto alla Hall of Fame, che poi porta dritto al... niente. Magari è un niente che si chiama storia, ed è cosa non propriamente da buttare. Ma la storia è bella per chi l'ha vissuta, per quelli che, come me (ahimè), possono dire "io c'ero" in quel 19 novembre del 1990 quando "il becchino" cambiò per sempre il wrestling. Per gli altri sarà difficile capire attraverso parole e video. Ecco perchè è uno spreco porre fine alla carriera di un wrestler quando la sua parte artistica potrebbe andare avanti anni e ricongiungere le nuove generazioni con la storia.

E' una cosa che non accadrà mai, lo so. In WWE invece di costruire talenti si tende più a distruggerli e solo quando i rating calano a dismisura, si organizza un bello show retrò, con fiumi di birra o con le tenebre che calano e il famoso gong che risuona nell'arena. Salvo poi scoprire la settimana dopo che i rating son sempre gli stessi e che i giovani talenti, vedi Drew McIntyre, ottengono il primo significativo push a 34 anni con una vittoria alla Royal Rumble.


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