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giovedì 16 gennaio 2020

Il Caso Sgt. Slaughter e il Valor Rubato

Il Caso Sgt. Slaughter e il Furto di Valore
C'era una volta un patriottico e temerario soldato americano, che abbandonò la carriera militare per portare democrazia e pace nel mondo del wrestling, allora sotto la tirannia di personaggi come The Iron Sheik e Nikolai Volkoff.

Ma a quei tempi iniziava ad emergere una figura ancora più patriottica del temerario soldato, una figura quasi divina, un biondo e scultoreo Hulk Hogan che ben presto sarebbe diventato una figura leggendaria, l'impersonificazione del wrestling stesso. E allora il soldato se ne andò per qualche tempo, per poi tornare disgustato e tradito dal proprio Paese, sposando la causa del regime di Saddam Hussein in Iraq e arrivando fino a conquistare il massimo alloro.

Poi ci sarà la redenzione, perché l'America è l'America e, sopratutto, in America l'esercito degli Stati Uniti è un valore fondamentale e non si può tradire nemmeno su di un ring. Ma a volte qualcosa va storto e, proprio questi valori, possono causare problemi anche a distanza di 40 anni.

L'introduzione romanzata che descrive gli inizi della carriera di Sgt. Slaughter, serve per affrontare quello che è un vero e proprio caso venutosi a creare di recente, ovvero l'accusa di "Stolen valor" (Furto di Valore) nei confronti di Robert Remus, meglio conosciuto appunto come Sgt. Slaughter. Giusto per specificare, l'accusa non è una stupidaggine, il "Furto di Valore" è una legge federale degli Sati Uniti e come tale, se colpevoli, c'è una condanna e una pena (generalmente pecuniaria).

Ma quali sono i fatti? Sgt. Slaughter non è accusato per aver portato il personaggio del soldato americano sui ring della WWE, bensì di aver affermato nel corso degli anni, durante ogni intervista a vari media, apparizioni in tv, convention, etc. etc. di aver servito nel Corpo dei Marines dal 1966 al 1973. E, apparentemente e con stupore un po' di tutti, la cosa è semplicemente falsa. E l'operazione di marketing (chiamiamola così) è stata talmente reale e convincente che nemmeno amici e colleghi più stretti di Robert Remus erano o sono a conoscenza dei reali fatti, come affermato questa settimana da Jim Cornette.

Il caso era già venuto a galla nel 1985, quando il Capitanto Jay Farrar (Public Affairs Officer of the Marines), scrisse una lettera intimando a Slaughter di smetterla di spacciarsi come avente fatto parte dei Marines, senza però ricevere risposta da Remus o dal suo agente. Al The Sun, Jay Farrar dichiarò di aver ricevuto oltre 50 denunce da parte di reali Marines.

Il caso è riesploso la scorsa settimana a seguito di ulteriori e recenti interviste, nelle quali Sgt. Slaughter continua beatamente a vantarsi di aver servito come istruttore nel Corpo dei Marines e di aver addirittura partecipato alla campagna in Vietnam per ben due volte. Non solo, sono stati forniti ulteriori particolari sul perché di questa accusa da parte di alcune persone giustamente indignate. La WWE stessa annovera Sgt. Slaugther nella pagina delle Superstar che hanno servito l'Esercito. Ma soprattutto, Slaughter è stato insignito con la Medaglia d'Oro al Merito come Comandante in Capo dai (evidentemente ignari) Veterani in Guerra Straniera!!! Non so se sia più riprovevole accettare il riconoscimento o il fatto che nessuno abbia fatto accertamenti prima di consegnare un premio di così alto valore ma tant'è, il fatto rimane.

Il sito SoCal Uncensored ha voluto vederci un po' più chiaro e ha interpellato, in data 14 Gennaio, il Dipartimento della Marina chiedendo se Robert Remus avesse mai servito nel Corpo dei Marines. Questa la risposta:
“MMRP was not able to identify Mr. Remus as a member or former member of the U.S. Marine Corps or Marine Corps Reserve based upon the information provided in your request.”
Nada, nisba, niente da fà, Remus nun ce stà! Sgt. Slaughter non ha mai fatto parte del Corpo dei Marines, né come soldato né tantomeno come istruttore. Altrettanto probabilmente non avrà partecipato ad alcuna guerra in Vietnam e, chissà mai, probabilmente non ha mai fatto nemmeno il servizio di leva...

Per noi più che un caso è una sciocchezza: personalmente la cosa mi diverte per quanta influenza questi omaccioni possano aver avuto in un mondo, quello di anni fa, dove ovviamente tendevi a credere (io in primis) a quello che un bruto omaccione veniva a raccontarti davanti alla TV o in una sparuta intervista che ai tempi faticavi a procurarti. Ma conoscendo gli USA e quanta attenzione ci sia verso i Veterani e verso tutti coloro che servono il loro Paese, capisco l'indignazione e la gravità dei fatti. Premesso che Sgt. Slaughter non ha fatto altro che promuovere quei valori, così forti nel popolo degli Stati Uniti, va anche ricordato che l'ha fatto col culo degli altri...

Il caso è aperto.





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