venerdì 10 gennaio 2020

Dynamite is Jericho! - Solo Jericho...

Dynamite is Jericho! - Solo Jericho...
Di solito a me piacciono i numeri e di solito i numeri parlano. Ma nonostante quelli che continuano ad essere buoni numeri (ratings) la AEW con Dynamite continua a proporre uno show del tutto mediocre.

Ce la metto tutta, cerco di farmela piacere, però continua ad essere uno sforzo maggiore di quello espresso per seguire il peggior episodio di RAW o Smackdown. Tutto questo fino al momento in cui nell'arena di turno risuona la splendida Judas e finalmente appare "Le Champion", il salvatore, Chris Jericho e si aprono spiragli di assoluto intrattenimento.

Ai tempi della WWE era "RAW is Jericho", anche se in realtà di Jericho c'era non molto, oggi "Dynamite is Jericho" e sfortunatamente è solo Jericho. A 49 anni da poco compiuti, il buon Chris ha saputo ancora una volta rinventarsi e imporre il suo carisma su una banda di scappati di casa che pensavano di essere i padroni del mondo. Certo, oggi in evidente degrado fisico, Y2J sul ring non offre più prestazioni strabilianti ma per attirare l'attenzione gli basta aprire bocca e dar vita, sempre e comunque, a segmenti straordinari.

Fortuna che i capi degli scappati di casa almeno in questo ci hanno visto giusto, affidando a Jericho il ruolo di protagonista indiscusso di Dynamite. La domanda però è: cosa sarebbe Dynamite senza Chris Jericho? Cosa sarebbe rimasto dell'episodio della scorsa notte senza il segmento finale?

Ieri, nel segmento che vedeva Jon Moxley dare una risposta agli Inner Circle, abbiamo assistito ad un diretto confronto generazionale. Il "nuovo", quel Jon Moxley che oltre a considerarsi un ottimo wrestler (lo è) si auto celebra come il migliore con un microfono in mano, dal confronto con Chris Jericho è uscito con le ossa rotte. Farfugliante, fuori tempo, col microfono distante dalla bocca, mentre Chris lo annientava con una fluidità di linguaggio magistrale pur dicendo poco. Del resto, l'allora Dean Ambrose, tempo fa aveva già preso la paga da Stone Cold Steve Austin durante un episodio del suo vecchio Podcast, in quello che fu un confronto improvvisato e dall'esito imbarazzante per l'ex Lunatic Fringe.



Ma lasciamo perdere le capacità oratorie di Moxley e torniamo alle domande con quella che è la più importante: può la AEW fare a meno di Jericho come campione?

La risposta, così su 2 piedi, è NO. Adesso immaginatevi ogni episodio di Dynamite e togliete "Le Champion" dal contesto. Senza Jericho non c'è Inner Circle, senza Jericho, eccetto magari per MJF, non c'è un segmento parlato degno di nota, senza Jericho non c'è un campione credibile che sappia caricarsi sulle spalle lo show e l'attenzione duratura dei fan.

Moxley faticherà le proverbiali 7 camicie per togliere il titolo a Jericho: da questo punto di vista è un bene perché avremo settimane (se non mesi) di episodi degni di nota. Ma prima o poi Jericho il titolo lo perderà e da allora, così come stanno le cose adesso, suppongo la AEW cadrà in un pericoloso oblio.

Se pensate che gli Young Bucks possano catalizzare l'attenzione di un pubblico televisivo, credo sbagliate di grosso, così come credo sbagliate di grosso se pensate che a farlo possa essere Cody Rhodes, Kenny Omega o lo stesso Moxley. In uno sport come il wrestling, volente e nolente, il bel match rimane fine a se stesso, a maggior ragione se, visto il roster piuttosto scarno, a pochi mesi dalla sua creazione in AEW abbiamo praticamente già visto tutto.

Il problema fondamentale è che la AEW si era ripromessa di essere umile e rivoluzionaria, pronta a proporci un prodotto ricco ed innovativo. La realtà è che invece si è rivelata arrogante e vecchia sin dal principio e dal principio ha fatto vedere notevoli lacune. Vi ricordate gli inizi, quando tutti facevano a gara a sparare contro la WWE, dichiarando che ci sarebbero stati ben 30 interessati a passare alla AEW? Panzanate degne del Movimento 5 Stelle. E dove sta l'innovazione, nel ranking settimanale? E i buoni propositi nel lanciare i nuovi talenti o talenti che comunque mai avevamo visto in WWE? Kenny Omega è nel Mid Carding, Cody fa un po' il Triple H della situazione, gli Young Bucks fanno spettacolo circense, Luchasaurus è imprigionato nei Jurassic Express, Adam Page e PAC un giorno sembrano destinati al titolo e il giorno dopo spariscono, etc. etc. etc. coi soli Jericho e Moxley a farla da padroni, ovvero "scarti" della WWE.

E allora, malgrado i numeri, ecco che la situazione è quella illustrata nel tweet qua sotto, ovvero spalti semideserti a show iniziato e con gli addetti impegnati a spostare il pubblico solo dalla parte a favore di telecamera:

Questo è il risultato dopo la messa in vendita dei biglietti datata 8 Novembre per lo show di mercoledì scorso in Memphis. E' una situazione che ormai si ripete da oltre un mese, malgrado la scelta delle arene sia ormai orientata verso quelle di bassissima capienza e malgrado l'ottimismo di Cody Rhodes che dichiara i numeri "Well above market". Ecco, ci sarebbe da capire quale market intenda, perché a me risultava la competizione fosse contro la WWE, non contro la MLW o la NWA.

Insomma, la creatura è nata da poco ma appare già moribonda e la gente poco interessata. Potete cercare di vedere le cose obiettivamente o anche essere i fan più sfegatati di questo mondo, quello che è innegabile è che la AEW, fin qui, non ha proposto niente di innovativo, tutt'altro. E se ancora qualcuno spera nei grandi nomi provenienti dalla WWE, chi visse sperando...

Meno male che c'è Chris Jericho.



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