lunedì 11 novembre 2019

Il Review di AEW Full Gear

Il Review di AEW Full Gear
La AEW, dopo i primi 4 PPV che hanno fatto da apripista al lancio ufficiale della federazione di Jacksonville, si presenta con Full Gear in quello che è, a tutti gli effetti, il primo evento di rilievo. Vediamo come è andata...

Si parte col Buy-In Pre-Show, dove Britt Baker affronta Bea Priestly.

Britt Baker vs. Bea Priestly

Bea non la conoscevo e ne sono rimasto favorevolmente impressionato già dalle precedenti apparizioni. Sfortunatamente, la AEW pare aver puntato sulla Baker come volto femminile e suppongo ce la ritroveremo campionessa a breve dopo che sarà passata l'inutile mania per giapponesine sconosciute. Buono il video di presentazione, match non all'altezza delle (mie) aspettative, Mandible Claw che "nelle mani" della Baker non mi dice niente. Il segmento post match non l'ho capito, se qualcuno cortesemente mi spiega questa roba Voodoo di Brandi Rhodes e Awesome Kong... E questo tipo di personaggi mi piacciono eh (figuratevi che io ancora stravedo per Papa Shango), però vorremmo capire il come, dove, quando e perché di tutto ciò.

Il pre-show è tutto qua, poche chiacchiere, un match e via con la main card di Full Gear.

The Young Bucks vs. “Proud & Powerful” Santana and Ortiz

Buon match e fortunatamente meno festival dello spot del previsto. Santana e Ortiz conquistano la vittoria rafforzando gli Inner Circle, ed è un'ottima decisione che sfugge al classico e stereotipato "pareggio", dove se vince un elemento di una stable, automaticamente sai già che l'altro perde. Ovviamente i Proud & Powerful dovevano legittimare la loro presenza in AEW e per farlo non potevano perdere al primo PPV, però la scelta di farli vincere contro il meglio a disposizione è da elogiare. Il segmento finale coi Rock N’ Roll Express chiude ottimamente il cerchio con quanto visto durante Dynamite.

Pac vs. “Hangman” Adam Page

C'è di mezzo PAC e quindi il match è buono solo per questo. I due non si risparmiano e se le suonano di santa ragione per tutto il match, a dir la verità forse fin troppo, nel senso che quando utilizzi troppe power moves che potrebbero tranquillamente chiudere la contesa, rischi poi di finire in maniera meno decisiva lasciandoti con l'amaro in bocca. E questo è il caso e da PAC mi aspettavo l'ennesimo kick out invece che il pin vincente di Page. Risultato che non mi convince: la vittoria di Page ci sta ma mi aspettavo di continuare a vedere in PAC la perfetta macchina heel vincente e come figura di riferimento della AEW. La sconfitta lo ridimensiona un poco, soprattutto considerando che, a quanto pare, in AEW si decide tutto sul ring e ben poco al microfono e quindi quello che conta è vincere. Quanto a Page... Non so, gli manca qualcosa, mi sembra non riesca a far presa col pubblico.

Fin qui il PPV scorre bene, match femminile per scaldare l'ambiente e 2 match decisamente godibili. Di qui in avanti però, iniziano le note dolenti.

Shawn Spears vs. Joey Janela

Match sufficiente ma niente di che, con il "Chairman" che ottiene finalmente un po' di luce, spenta ormai da mesi dopo la famosa sediata sulla capoccia di Cody Rhodes targata "1942" in quel di Fyter Fest. Spears è sicuramente un wrestler valido ma è il classico esempio che uno dei "millemila" presunti scontenti della WWE non deve seguire. Come dissi ad inizio giugno nell'articolo appena linkato, ok, magari sarai scontento ma... in AEW cosa ti credi di ottenere se non sporadiche comparsate? E nel caso di Spears è un peccato anche perché, accompagnato da Tully Blanchard che ha un atteggiamento assolutamente malefico, potrebbe valere molto di più.

SCU vs. Private Party vs. Lucha Brothers

Se siete amanti del festival dello spot, questo match vi soddisferà. Io non lo sono e quindi non mi è piaciuto per niente, in più torniamo al discorso precedente, ovvero che troppi "spottoni" rischiano di lasciarti con l'amaro in bocca al momento del pin vincente e la credibilità del wrestling se ne va discretamente a puttane. E ciò si verifica anche in questo caso, anzi, soprattutto in questo caso. Il segmento post match col ritorno di Daniels mi è apparso un po' pacchiano oltre che ad essere breve. Il Pentagon reale avrebbe dovuto dimostrare sorpresa nel vedere un sosia salire sul ring, invece si mette a fare "giochi di specchio". Daniels lo attacca e si smaschera e quindi l'essere salito sul ring come sosia non è servito a niente e non porterà a nulla.

Riho vs. Emi Sakura

Eccoci al momento nippomania della serata, ovvero andate in bagno adesso. Il match è venduto come l'allievo che supera il maestro nel video di presentazione e nella cultura giapponese questo ha un enorme significato. Nel mondo occidentale un po' meno, in quello del wrestling invece... Diciamo che vale più la legge del "togliti dalle palle tu che sei vecchio e lascia spazio a me che sono il giovane", quindi della storia di Riho e Sakura non frega niente a nessuno. E non frega niente a nessuno anche perché, essendo entrambe nipponiche, sembra più una cosa che avrebbero dovuto sbrigare a casa loro. Io capisco che il roster femminile AEW attualmente rasenti il patetico ma nessuno li ha obbligati a creare una categoria in fretta e furia andando a ricercare talenti in Giappone. La miglior cosa da fare sarebbe girare heel Riho, farla dominare e aspettare qualcuna in grado di fronteggiarla degnamente.

Chris Jericho vs. Cody

Ecco, se volete il perfetto match di wrestling che piace a me, quello fra Cody e Jericho ne è la massima espressione. Ha innanzitutto una solida storyline alle spalle, magari con buchi e falle derivate dai Dynamite settimanali ma la storia c'è. Il match non è alla ricerca spasmodica dello spot, parte lento, cresce, si prende delle pause intervallato da fattori esterni (Hager, MJF, la madre di Cody) e poi torna a salire di intensità, con il face che fa il face e l'heel che fa l'heel fino in fondo, per cui il pubblico è "costretto" a tifare Cody e ad odiare Jericho e non a dividersi in parti uguali. In più o meno 30 minuti di match, Jericho dimostra tutta la sua mostruosità recitativa durante i momenti di pausa, a tal punto che quasi quella pausa la desideri per goderti i suoi atteggiamenti provocatori. Di contro, Cody da sfoggio di tutta l'intensità che è possibile mettere all'interno di un match. E poi arriva la sorpresa finale con MJF che getta la spugna e Jericho che esce ancora una volta come "Le Champion" dalla contesa. Il segmento post match è altrettanto ben realizzato. MJF implora il perdono dell'amico, Cody un paio di volte pare mettersi in posizione per colpirlo come un po' tutti si aspettano, però sa che non sarebbe mai uscito da quella Liontamer e avrebbe perso comunque, quindi MJF gli ha solo evitato una fine peggiore. E quando tutti assaporano il finale da "e vissero felici e contenti"... BOOM! Arriva il calcione nelle palle a sancire il turn heel di MJF, come a dire: "Avresti perso ugualmente ma ti ho voluto umiliare gettando la spugna". Cody rimane a recuperare incredulo sul ring, mentre MJF risale la rampa ghignante e si becca pure una bottiglia d'acqua in faccia da un "tifoso", col pubblico che inveisce contro quello che in realtà è un altro segmento costruito essendo il tifoso un wrestler delle indie, Alan Angels. In poche parole, ecco come si racconta una storia in un match di wrestling, ecco cosa manca al wrestling odierno. Adesso aspettiamo di vedere cosa ne sarà di Cody dopo i proclami fatti a Dynamite (appare scontata la feud con MJF) e soprattutto quale sarà l'avversario di Jericho.

Jon Moxley vs. Kenny Omega

Onestamente mi trovo un po' in difficoltà a giudicare questo match. Come vedete, a differenza di altri, non do un giudizio tecnico su quanto visto sul ring, quanto piuttosto mi limito a giudicarne gli effetti da un punto di vista dell'entertinment e se il match ti lascia qualcosa da ricordare o meno. Mentirei se dicessi che non mi sono divertito, perché questo è stato un match dal quale non ho voluto ne potuto staccare gli occhi un secondo nemmeno nell'impellente bisogno di andare in bagno... Lo scontro è stato definito brutale, fin troppo per alcuni, per altri talmente violento da non poterlo definire un prodotto adatto per la TV. Intanto vi faccio notare che, a differenza della ferita sulla fronte di Cody Rhodes, né Moxley né Kenny Omega hanno sanguinato a tal punto che un po' di sudore non abbia potuto ripulire, il che significa sostanzialmente che A) il tutto è stato fatto in massima sicurezza e B) che anche in questo caso la credibilità del wrestling va un tantino a farsi friggere... Vi giuro, io ad un certo punto mi sono sorpreso nel ritrovarmi a ridere come un matto dinanzi a "cotanta barbarie" e mi è venuto in mente un mio caro amico col quale seguivo il wrestling da giovane che, con la sua particolare risata, avrebbe etichettato certi spot con un categorico "AHAHAH che cazzata!" (ciao Prof, se mai leggerai!). E quindi, ancora una volta, mi ritrovo a dire che spesso il troppo stroppia e 40 minuti di ossessiva ricerca dello stupore rischiano di diventare controproducenti. Insomma, a un certo punto, dopo aver usato barbed wire, chiodi, punteruoli, fatto mangiare vetri infranti  etc. etc. ti chiedevi se prima o poi si sarebbero pure sparati per chiudere la contesa. Invece no, bastava il paradigm shift di Moxley.

Parentesi... E' un po' come la vecchia storia del lariat di Wolfe vs. Pope di tanti anni fa che forse, da grandi, qualcuno oggi capirà (e questa la comprenderanno solo in 4 gatti).

Chiusa la parentesi destinata agli scomparsi nei meandri del web, chiudo il discorso dicendo che il match è assolutamente da vedere ma che, se devo scegliere qualcosa da ricordare di Full Gear, non ho dubbi sul fatto che il match fra Jericho e Cody vince a mani basse. Piuttosto, rimango sempre più impressionato da un Kenny Omega che a 36 anni è in una condizione fisica paurosa e porta a scuola di atleticismo il ben più blasonato Jon Moxley.

Giudizio Finale

Full Gear ripercorre un po' i precedenti PPV targati AEW, decisamente valido dove c'è dello starpower, del tutto dimenticabile col resto dell card usata più per riempitivo che non per altro. Anche perché, come sappiamo, le storyline sono talmente risicate (se non del tutto assenti) che non so quanto valga la pena andare per le 4 ore durante un pay-per-view. Il roster è quello che è, scarno, allo stato attuale rimane quindi difficile prevedere o interessarsi a sviluppi futuri che gireranno sempre attorno ai soliti nomi. Il turn di MJF, uno dei pochi capaci di tenere in mano un microfono, è l'unica cosa veramente interessante a conclusione di Full Gear. se in AEW sapranno sfruttarlo a dovere, potranno sicuramente contare su un altro personaggio in grado di catalizzare l'attenzione dei fan.

Till next...


Nessun commento:

Posta un commento

   
Blogger Widget