martedì 28 maggio 2019

All my friends are dead

Faccio il mio esordio sulla pagina Badrose.com (e per questo ovviamente ringrazio il padrone di casa) e non potevo nemmeno io esimermi dal commentare il primo evento targato AEW, vale a dire "Double or Nothing".

Come già ben analizzato da Badrose, le prime tre ore del ppv sono state del tutto evitabili o, per lo meno, nulla che potesse essere considerato più che un prodotto da indy, con l'aggravante che non c'era alcun tipo di storia alle spalle, salvo consegnare una title shot a Hangman Page perchè così era logico che fosse. Premio peggior segmento l'assurdo match a sei tra le giapponesi: ok che si cerchi di espandere il più possibile il mercato, ma mettere sul ring sei donne a caso che fanno cose a caso non è che possa creare tutto 'sto interesse.

Quello che invece non è decisamente da indy è la produzione: si capisce benissimo che la AEW stia facendo le cose sul serio, proprio perchè le immagini, il pubblico, la scenografia e gli ingressi sono tutti di livello da alta televisione.

E poi per fortuna nelle ultime due ore si fa sul serio: i due Rhodes si scannano come se non ci fosse un domani, il tag team tra fratelli è un pelo inferiore, ma io (e direi anche tutto il pubblico presente a Las Vegas) vado matto per Pentagon Jr. che di lui guarderei qualsiasi cosa e finale in crescendo rossiniano con l'incontro tra Kenny Omega e Chris Jericho. A mio avviso perfetta l'idea della federazione di non mandare subito per il titolo Omega: sarà l'uomo di punta per tanti anni a venire, quindi benissimo non consegnargli subito la cintura, anche perchè la faida con Jon Moxley si vende da sola, senza bisogno di un titolo in palio, cosa che invece è vitale tra Hangman Page e Y2J.

Arrivando a trarre le conclusioni c'è molto da migliorare nel costruire le future card, perchè alcuni dei talenti nel roster sembrano davvero poco adatti ad un pubblico televisivo, però si sono poste le basi per creare un prodotto alternativo ma al tempo stesso complementare alla WWE.

"All In" era stato un prodotto ambizioso, decisamente riuscito e forse persino più completo, ma era un divertimento fine a se stesso. Ora l'AEW è una federazione vera e propria e dovrà scontrarsi anche con le esigenze e gli ego degi atleti (qualcuno ha detto PAC?) e portare il suo pubblico a seguirla durante tutto l'anno e non solo ogni tot mesi. Ci riuscirà? Io voglio essere ottimista perchè credo che tanti atleti in tutto il mondo potranno rendersi conto di come l'AEW intenda utilizzarli diversamente dalla WWE (i Rhodes credo ci abbiano dato una chiara idea) e potranno scegliere se intraprendere questo percorso di carriera.

Credo che la prima risposta l'avremo con lo show televisivo sulla TNT, per capire come sarà il booking, perchè, senza scrittori che raccontino storie di livello, ogni compagnia prima o poi è destinata all'estinzione.

Nessun commento:

Posta un commento

   
Blogger Widget